Questo sito rinasce in un periodo di sconvolgimenti. Mi riferisco naturalmente alla seconda guerra in Iraq che vede impegnate la coalizione anglo-americana, appoggiata da diversi governi fra cui quello italiano, contro le forze di Saddam Hussein. Nel mondo si levano numerose le voci di chi ritiene questa guerra d’invasione ingiusta, illegale ed addirittura controproducente al fine di debellare il terrorismo di matrice islamica radicato nell’area, arrivando ad ipotizzare, non senza riscontri pratici, che gli interessi della coalizione siano differenti da quelli dichiarati più apertamente. Dal canto loro, gli Stati Uniti corrono il rischio di isolarsi nella caccia ad un terrorismo che, è doveroso ricordarlo, ha architettato e compiuto ai suoi danni quello che può essere definito il più grave attentato terroristico della storia moderna.

Perché allora decidere di dedicarsi ad una attività così frivola come quella di costruire un sito?
Quando pubblicai per la prima volta le pagine del sito precedente a questo, qui in occidente il mondo era proiettato verso il XXI secolo, l’ottimismo dilagava mentre i contrasti nel mondo forse non ci sembravano così gravi come ora; il caso di un paese occidentale come Israele, costretto a difendersi da una escalation terroristica cui rispondeva con pesanti azioni di forza, ci sembrava unico e legato alla situazione locale. L’11 settembre 2001 abbiamo visto le nostre convinzioni crollare assieme alle torri del WTC. La guerra in Afghanistan ed ora in Iraq hanno visto di nuovo l’occidente in guerra mentre solo qualche paio di anni fa ci si immaginava un futuro di pace. La realtà è che il mondo è in guerra da molto prima dell’attentato di New York, in realtà non abbiamo mai finito di combattere contro individui della nostra specie sin da quando siamo comparsi sulla Terra ed ancora oggi centinaia di conflitti, molti dei quali dimenticati, infiammano il nostro pianeta.
L’unico futuro possibile è un futuro di pace, ed è in organizzazioni come l’ONU che dobbiamo riporre le nostre speranze di poter evitare i conflitti mondiali.
Il rischio in un periodo come questo è di assuefarci alle immagini della guerra, considerarle normali ed infine non scorgere più la differenza fra finzione e realtà . Nei giochi strategici come Imperium Galactica 2 si gioca a gestire un impero ed in questo quadro si gioca anche a simulazioni di guerra: le immagini dei missili che infuocano Baghdad invece sono vere, le persone che ne sono colpite sono reali, come lo sono i soldati americani, inglesi ed australiani cui spetta l’onere di eseguire gli ordini, giusti o sbagliati che siano, dei governi dei loro paesi.
Ho sentito addossare ai videogiochi, od ai nuovi media, colpe quali l’istigazione alla violenza e l’estraniazione dalla realtà : recentemente ho sentito in una trasmissione televisiva arrivare addirittura a tacciare un gestionale come Simcity 4 di fomentare una sorta di delirio di onnipotenza solamente perché la (discutibile) campagna di marketing allestita per il lancio del prodotto includeva una frase ad effetto sul fatto di crearsi un proprio mondo e gestirlo come un dio. È certo che queste accuse, facilmente smentibili dal punto di vista scientifico (esclusi molto probabilmente gravissimi casi patologici), sono frutto della paura per le nuove tecnologie di generazioni cui erano e spesso restano sconosciute.
Giocare ad uno strategico è come giocare a scacchi: l’utente muove le sue pedine ed il computer, od un altro utente, risponde alle sue mosse. Da questo vi si può trarre divertimento. Quando le pedine sono fatte di carne ed ossa e la scacchiera è il mondo reale, dietro alle guerre vi è solo morte e distruzione, nessuno può divertirsi a fare la guerra. Curiamo le nostre passioni, ma evitiamo ad esse di annebbiarci la vista su quello che è il mondo.
Ed ora, cari lettori, vi lascio alle mie pagine. Il sito è ancora in via di costruzione ma col passare del tempo assumerà una forma più concreta di quella che vedete ora.