Autoreferenzialità , autopubblicitÃ
Autoreferenzialità Murdochiana
La pubblicità calcistica SKY, quella dei Grandi Uomini. Sul finire della seconda di questa serie, il calciatore va al cinema per guardare un film 20th Century Fox, il cui logo campeggia non proprio pudicamente sul grande schermo.
Cartoni
Qualsiasi telegiornale (e riviste e quant’altro) ha fatto di recente una pubblicità spropositata al nuovo cartoon blockbuster Madagascar (ovviamente, scrivendone, partecipo anch’io!). Non è la prima volta e di sicuro non sarà nemmeno l’ultima che una vera e propria offensiva pubblicitaria viene spacciata per informazione sulla “novità del momento”, guarda caso sempre una megaproduzione che mette in conto utili enormi.
Spero (per loro) che quelli della DreamWorks abbiano fatto meglio i conti di quelli della Pixar:
Gli ispettori della Sec, la Consob Usa, indagano: ricavi crollati del 60,2% in un anno, 25 milioni di utili polverizzati […] La Pixar ha ammesso una «sovrastima», circa il 7%, delle vendite.
[”La Stampa”, 27/08/2005, p. 20]
E dire che gli Incredibili venivano stampati anche sui fazzoletti di carta, e che sono comunque al primo posto nella classifica home video Usa
. Ma quando si sovrastimano le entrate, non basta essere i migliori. Il box in cui “La Stampa” ha messo la notizia in Economia e Finanza s’intitola AFFARI DI CARTONE.
La guerra de che?
Passiamo alla Guerra dei Mondi di Spielberg: di qualche tempo fa la notizia che il blockbuster del regista veniva battuto nei botteghini USA da un documentario sui pinguini. Da meravigliarsi? Quando ogni giorno ci sorbiamo immagini di guerra (per qualcuno Scontro di Civiltà , Guerra Mondiale) si pretende che andiamo a guardarci la Guerra dei Mondi, fantascienza più che mai inattuale ed inadeguata al momento. Pensare che sono un appassionato di fantascienza, ma questa orgia bellica è indigesta, quel film non me lo guardo. Una presunta Guerra Mondiale già mi basta.
Ultimamente il cinema USA è dominato da una fase riciclo fumetti. Traggono qualsiasi cosa da fumetti di successo dei tempi andati. Sarà pure intertestualità , fusione di linguaggi, rinnovamento stilistico ma a me puzza di mancanza di creatività e investimenti a basso rischio su storie di successo (che però possono deludere le attese).
