blog fork
Ho aperto un nuovo blog su http://chirale.wordpress.com/. L’ho fatto per due ragioni: la prima è che volevo uno spazio in cui scrivere esclusivamente in inglese, la seconda è che lo spazio offerto qui su altervista ha troppe limitazioni.
Ho aperto un nuovo blog su http://chirale.wordpress.com/. L’ho fatto per due ragioni: la prima è che volevo uno spazio in cui scrivere esclusivamente in inglese, la seconda è che lo spazio offerto qui su altervista ha troppe limitazioni.
Problema: Gallery2 offre un mucchio di funzionalità aggiuntive rispetto al modulo Image di Drupal, ma sta un passo indietro rispetto al collegamento autore/contenuto, dato che i singoli elementi di Gallery2 non sono trattati come nodi di Drupal.
Uno dei problemi maggiori è che, usando il modulo Gallery, non è immediatamente possibile collegare il proprietario di una immagine al corrispettivo utente Drupal. Ecco come risolvere questo problema.
Come tutte le cose divertenti, ci sono almeno un paio di modi per farlo: il primo è segnalato su http://drupal.org/node/155195, ed implica interrogazioni SQL e la modifica/creazione dei seguenti files:
gallery2/themes/floatrix/theme.inc gallery2/themes/floatrix/templates/local/photo.tpl gallery2/modules/core/templates/blocks/ItemInfo.tpl
e regala imprecazioni assortite. Dopo qualche tentativo, ho optato per la soluzione due.
Il modulo Pathauto fa al caso mio (e vostro, se state ancora leggendo). Parto dalla premessa che, usando il modulo Gallery, i nomi utente di Drupal e Gallery2 siano i medesimi. Non gli ID, ma i nomi utente. Se la prima soluzione interrogava la tabella g_externalId per trovare la corrispondenza fra l’id utente di Gallery2 e quello di Drupal, ora uso direttamente il nome utente di Gallery2 per arrivare alla relativa pagina utente su Drupal.
gallery2/modules/core/templates/blocks/ItemInfo.tpl come segue
</div>
{/if}
{if !empty($showOwner)}
<div class="owner summary">
<a href="/?q=user/{$item.owner.userName}">
{g->text text="di %s" arg1=$item.owner.fullName|default:$item.owner.userName}
</a>
</div>
{/if}
{if !empty($showSize) && $item.canContainChildren && $item.childCount > 0}
Ho semplicemente aggiunto il link a /?q=user/{$item.owner.userName}, dove $item.owner.userName è il nome dell’utente Gallery2.
In tutte le pagine di Album e Foto, ora comparirà il link all’utente Drupal, che però va ancora abilitato.
user/[user])Per i blocchi immagine, si segue la stessa procedura indicata sopra sul file
gallery2/modules/imageblock/templates/local/ImageBlock.tpl
es.
{if isset($ImageBlockData.show.owner)}
<span class="summary">
di <a href="/?q=user/{$block.owner.userName}">
{g->text text="%s" arg1=$block.owner.fullName|default:$block.owner.userName}</a>
</span>
{/if}
Come aggiungere le keywords quando si aggiunge un nuovo elemento in Galery2?
Ho inviato una patch nella discussione
http://gallery.menalto.com/node/53541#comment-243821
che si limita a riassumere velocemente quanto già detto da chi è intervenuto lì.
Seguiranno altri howto.
Su le Monde Diplomatique allegato questo mese con il Manifesto segnalo (più che altro mi segno) un articolo interessante a firma di Tony Fortin, caporedattore di Planetjeux.net. Il succo dell’articolo è che i videogiochi a tema bellico finiscono per rispecchiare l’unilateralismo nelle relazioni internazionali della “superpotenza solitaria”, accoppiato a riduzioni in macchiette del nemico: sovietici che non possono che ubriacarsi di vodka, governi dell’america latina sempre e comunque criminali nelle loro rivendicazioni nazionali, abuso della figura del terrorista islamico come nemico ideale e passaggio delle forze paramilitari da nemici a potenziali alleati.
In questo Fortin vede una netta cesura fra la rappresentazione del mondo bipolare e quello unipolare, dove i videogiochi hanno finito (questa l’accusa) per replicare acriticamente l’ordine mondiale esistente, nella forma più consona al pensiero delle classi dominanti (per gli Stati Uniti Fortin indica il neoconservatorismo).
Gli attentati di New York e Washington segnano in questo una netta separazione fra titoli quali Command & Conquer: Red Alert (Westwood Studios, 1996), in cui si poteva aderire all’una o all’altra superpotenza mondiale, e titoli più recenti (cui non ho giocato).
Estendendo il discorso di Fortin, c’è tutta una serie di videogiochi strategici basati su dualità bene / male: Arm contro Core in Total Annihilation (1997), Global Defense Initiative contro Brotherhood of Nod (C&C, 1996) e addirittura triadi come Atreides contro Hakronnen contro Ordos in Dune 2 (Westwood Studios, 1992). La conclusione di Fortin è che oggi invece l’unilateralismo e la semplificazione degli schieramenti domini.
Non posso smentire o confermare le tesi di Fortin, proprio perché ho smesso di giocare a questo tipo di giochi al mutare del paradigma dominante. Il massimo grado di perfezione nei giochi strategici di un mondo complesso basato sul bilanciamento delle forze non posso che ricondurlo a Sid Meier’s Alpha Centauri (Firaxis Games, 1999).
In ”Alpha Centauri” allo “scontro di civiltà” si sostituisce uno scontro fra sette fazioni politiche risultanti da una scissione dell’equipaggio di un’astronave giunta nel sistema stellare binario di Alpha Centauri. Ma gli umani non sono soli, e incontreranno forme di vita sconosciute su un pianeta che sembra ostile.
Proseguendo con il gioco, però, si scopre che queste forme di vita aggressive non sono altro che anticorpi planetari che hanno reagito all’assalto alle risorse naturali del pianeta da parte dei nuovi arrivati. Chi apprenderà a rispettare il pianeta potrà addirittura controllare queste forme di vita per lanciarle contro gli avversari umani oppure semplicemente per evitare che attacchino i propri insediamenti.
A differenza dei titoli segnalati di Fortin, Alpha Centauri rappresentava un mondo complesso, in cui la politica fra le fazioni passava per il Planetary Council (Consiglio Planetario) dove era possibile votare delle mozioni valide per tutti, una sorta di Assemblea Generale.
Di più, nessuna fazione riusciva ad agire da sola: il giocatore era motivato a stringere accordi commerciali per finanziare la ricerca e sviluppo, e a adattare alle esigenze del momento l’assetto istituzionale della propria fazione scegliendo caratteristiche confacenti ai propri programmi, anche se il cambio di un governo era troppo meccanico e il leader della fazione finiva per essere praticamente un monarca assoluto.
Per ora la chiudo qui, ma è un argomento che mi interessa parecchio. Riporto qui di seguito alcuni link utili segnalati nell’articolo di Le Monde Diplomatique:
Esiste un modulo per Drupal all’indirizzo
http://drupal.org/node/30501
che permette l’uso del filtro antispam Bad Behaviour, che si propone come alternativa (o mal che vada complemento) ai Captcha (le stringhe di caratteri storpiati da inserire quando si scrive un commento) che infastidiscono gli umani.
Purtroppo il modulo Drupal non è ancora stato aggiornato alla versione 5, ma qui su Wordpress lo sto provando e devo dire che sembra funzionare bene, ottengo meno commenti spam in coda di moderazione rispetto a prima, anche se ora ho lasciato la libertà anche agli anonimi di inserire commenti.
Un altro tipo di soluzione antispam che non ho mai provato è il list poisoning: Spam Poison è un esempio e si presenta così:
Il primo è un link alla versione italiana, l’altra a quella hip hop.
Una sorta di difesa attiva.