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Archive for Dicembre, 2004

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In capo a niente

Una scena tristissima a Markette: Giuliano Ferrara in collegamento da Roma attacca Gad Lerner e Chiambretti sul fatto che siano tristi, pallidi e ne diagnostica evidente depressione. Salta fuori anche il nome di uno psichiatra, che Lerner tira in ballo cadendo nel trappolone tedioso del Ferrara.
Ferrara ripete il mantra della depressione più e più volte: perché, come disse qualche tempo fa il nostro Presidente del Consiglio citando il ministro della propaganda del partito nazionalsocialista Goebbels, una menzogna ripetuta più volte diventa verità.
Fa di più: violando sistematicamente le regole di buona educazione televisiva che tanto professa nel suo studio a “Otto e Mezzo”, si rifiuta di interlocuire con lo studio buttandola sul becero attacco personale alla cera dei due.
Se l’avesse fatto un ospite nella sua trasmissione, soprattutto con quella insistenza noiosa, Ferrara si sarebbe un’attimino irretito.
Qual’era il punto che tanto interessava tutti? L’assoluzione del Presidente (termine 1:N che evita di ripetere le diverse cariche ricoperte dallo stesso) nel caso SME.
Danno collaterale è l’esplosione di gonadi degli spettatori in studio, che ad un dato punto del mantra depressivo hanno scatenato un “Ohhhh” che Ferrara forse sperava arrivasse prima.
Funari sul gioco fine si perde un poco, ma sotto il fuoco d’artiglieria dà il meglio, interviene, e, come seconda battuta dopo una prima domanda in punti chiara (ma a cui nessuno ha dato risposta) dice più o meno queste parole: ma non vi è mai passato per la testa che di questo a noi italiani non ce ne frega un cazzo? Giubilo del pubblico. Il dramma di questa battuta facilona è che era appropriata e sensata in quel contesto. Il primo intervento culminava con la domanda se l’assoluzione facesse al Presidente potesse fare più male che bene.
In definitiva, Lerner e Ferrara si stavano scannando per difendere i rispettivi Capibranco che si sono candidati nel remake (ricorrente dopo dieci anni esatti dall’uscita nelle sale del primo, 1996) di quello che noi entusiastici cittadini italiani dovremmo ritenere massima espressione del nostro sistema democratico, la scelta dei nostri rappresentanti. Sì, sì, rappresentanti, non rappresentante.
Perché votiamo deputati e senatori i cui nomi il più delle volte non abbiamo mai sentito nominare: ma ne conosciamo i Capibranco, e allora perché non eleggere direttamente i capibranco?
Perché non unire tutti i branchi che vogliono spartirsi il medesimo territorio trovando un unico capobranco?
E perché, se le scelte all’interno di due branchi che si contrappongono portano all’emersione di un capobranco, perché non fare in modo che il capobranco comandi tutto, che ci si affidi totalmente a lui quando il territorio sarà strappato da una delle due Alleanze di cani all’altra?
Perché i cani che hanno scelto il capobranco volevano contare essi stessi. Perché il capobranco è mero portavoce, non una guida.
Perché il capobranco ha due occhi, e l’alleanza dei cani molti, e molte sensibilità.
Perché allora ridurle in una casella alternativa, un plebiscito sul governo uscente?

La posta in gioco è in realtà differente: limitandosi alla scelta del capobranco si opacizzano i processi reali…

Posted by echo on Dic 11th 2004 | Filed in interni, TV | Comments Off