Manga e anime ambasciatori del soft power giapponese
Non sono mai stato particolarmente appassionato agli anime giapponesi. GTO, recentemente ritrasmesso su MTV, invece, mi ha fatto interessare prima all’anime e poi al fenomeno manga, da cui gli anime (Japanimation, pare talvolta li si chiami) derivano.
Bisogna dire che MTV, il Moloch mediatico per eccellenza nella diffusione della cultura occidentale statunitocentrica, almeno nella sua filiale italiana inserisce nel palinsesto un bel po’ di produzioni nipponiche o comunque di origini nipponiche. I primi film che MTV Italia ha trasmesso in prima serata sono stati film horror giapponesi, almeno da quest’anno. Le serie di anime trovano ampio spazio nella sua programmazione: oltre al già citato GTO (Great Teacher Onizuka) attualmente Ranma 1/2 nel primo pomeriggio, e la serata di ogni martedì con tre serie anime differenti dalle 21.00 alle 22.30.
L’aumento dell’influenza culturale del Giappone nel resto del mondo tramite i prodotti della sua cultura pop è un fenomeno interessante da analizzare. Il sito dell’ambasciata giapponese in Italia dedica un approfondimento proprio ai manga. Dell’industria culturale giapponese dice: Il fatto che queste industrie abbiano avuto tanto successo all’estero (soprattutto negli Stati Uniti) rappresenta un’inversione di tendenza per il Giappone che è sempre stato un diligente importatore di culture straniere fin dall’apertura al mondo occidentale durante il periodo Meiji
[http://www.it.emb-japan.go.jp/Japan%20Access/culturapopolare/MANGA.html].
Joseph Nye Jr. sostiene che le nazioni, entrambi fondamentali: l’hard power ed il soft power, l’uno la forza militare, l’altro l’attrazione che si è capaci di esercitare su altre culture. Riducendo il tutto ai minimi termini, citando Nye attraction is much cheaper than coercion
[”Propaganda Isn’t the Way: Soft Power”, 10 Jan 2003, The International Herald Tribune].
Brzezinski ne Il mondo fuori controllo cita il libro di Okita Saburo Japan’s challenging years: reflections on my lifetime: Okita era convinto assertore della necessità di votare la nazione giapponese non alla dominazione militare ma a quella economico-industriale, concentrandosi sulla meccanica di precisione, data anche la scarsità di risorse naturali del Giappone.
Levatasi la pesante armatura militare che succhiava risorse all’economia nazionale, imposta dagli Alleati una costituzione non bellicista (un po’ come in Italia), il Giappone poteva dedicarsi anima e corpo alla propria economia, nonché, a quello che Nye avrebbe chiamato soft power.
Meccanica di precisione (poi elettronica) e intrattenimento si sarebbero incontrati dalla fine del secolo scorso nella produzione di computer e videogiochi. La PlayStation SONY è diventata un elemento ricorrente in molte case dei vecchi paesi industrializzati, ed i videogames, alcuni dei quali di marcato gusto nipponico, aiutano a diffondere nel mondo la cultura pop giapponese.
La JETRO (Japan External Trade Organization), nel suo eccellente sito web riporta una analisi di Yoshiyuki Sodekawa della agenzia pubblicitaria Dentsu Inc. sul soft power nipponico a confronto con quello delle altre potenze. Egli distingue tre categorie di soft power: capacity to be emulated (which relates to economic systems), leadership (which relates to the level of education and information technology), and cultural and lifestyle attractiveness
[“Japan’s Soft Power Moves into the Limelight”, JETRO Business Topics, 2 Sept 2004]. In queste tre categorie il Giappone si posiziona sul campione rispettivamente 11°, 2° (dopo gli USA) e 10°. In complesso il Giappone risulta 6° nella classifica generale.
L’articolo della JETRO riporta anche le opinioni di Tsutomu Sugiura della Marubeni Research Institute, con esperienze di promozione della cultura giapponese in Francia, evidenziando come anime e manga aiutino a costruire il soft power del Giappone.
If, for instance, children overseas learn to love anime, they may continue to feel a fondness for things Japanese as they grow older. And it is possible that such friendly feelings will translate into business deals involving Japan after they become adults.
Possibile, non certo ma possibile. È la preparazione di un terreno di scambio, la preparazione per rapporti futuri che passa dallo scambio dei propri prodotti culturali prima, della cultura che li ha prodotti poi.
L’articolo della JETRO riporta anche che Nye parla specificatamente di soft power e culura pop nipponica nell’articolo apparso su Gaiko Forum del giugno 2004 dal titolo “Japan’s Soft Power: Its Limits and Potential”. Mi interesserebbe leggere questo articolo: se riuscirò a recuperarlo da qualche parte non mancherò di commentarlo. Se poi c’è qualcuno a parte me che legge questa roba che scrivo, e che ha pure una copia di suddetto articolo (più o meno ha la stessa probabilità che ho io di vincere la Lotteria Nazionale senza comprare il biglietto) allora fatemelo sapere
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Se siete interessati al fenomeno manga e anime…beh, come ho detto non sono un esperto, ma su Usenet troverete dei newsgroup con veri guru in materia (ad es. it.arti.fumetti.manga e it.arti.animazione). Andate su Google Gruppi e vedrete. Ho iniziato ad orientarmi da lì, e credo che da lì continuerò :).
