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Archive for Agosto, 2005

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Autoreferenzialità, autopubblicità

Autoreferenzialità Murdochiana

La pubblicità calcistica SKY, quella dei Grandi Uomini. Sul finire della seconda di questa serie, il calciatore va al cinema per guardare un film 20th Century Fox, il cui logo campeggia non proprio pudicamente sul grande schermo.

Cartoni

Qualsiasi telegiornale (e riviste e quant’altro) ha fatto di recente una pubblicità spropositata al nuovo cartoon blockbuster Madagascar (ovviamente, scrivendone, partecipo anch’io!). Non è la prima volta e di sicuro non sarà nemmeno l’ultima che una vera e propria offensiva pubblicitaria viene spacciata per informazione sulla “novità del momento”, guarda caso sempre una megaproduzione che mette in conto utili enormi.

Spero (per loro) che quelli della DreamWorks abbiano fatto meglio i conti di quelli della Pixar:

Gli ispettori della Sec, la Consob Usa, indagano: ricavi crollati del 60,2% in un anno, 25 milioni di utili polverizzati […] La Pixar ha ammesso una «sovrastima», circa il 7%, delle vendite.

[”La Stampa”, 27/08/2005, p. 20]

E dire che gli Incredibili venivano stampati anche sui fazzoletti di carta, e che sono comunque al primo posto nella classifica home video Usa. Ma quando si sovrastimano le entrate, non basta essere i migliori. Il box in cui “La Stampa” ha messo la notizia in Economia e Finanza s’intitola AFFARI DI CARTONE.

La guerra de che?

Passiamo alla Guerra dei Mondi di Spielberg: di qualche tempo fa la notizia che il blockbuster del regista veniva battuto nei botteghini USA da un documentario sui pinguini. Da meravigliarsi? Quando ogni giorno ci sorbiamo immagini di guerra (per qualcuno Scontro di Civiltà, Guerra Mondiale) si pretende che andiamo a guardarci la Guerra dei Mondi, fantascienza più che mai inattuale ed inadeguata al momento. Pensare che sono un appassionato di fantascienza, ma questa orgia bellica è indigesta, quel film non me lo guardo. Una presunta Guerra Mondiale già mi basta.

Ultimamente il cinema USA è dominato da una fase riciclo fumetti. Traggono qualsiasi cosa da fumetti di successo dei tempi andati. Sarà pure intertestualità, fusione di linguaggi, rinnovamento stilistico ma a me puzza di mancanza di creatività e investimenti a basso rischio su storie di successo (che però possono deludere le attese).

Posted by echo on Ago 29th 2005 | Filed in ordinario, TV, film | Comments Off

Piemonte: dalla grande industria alle PMI

Comunità produttive geograficamente contigue, composte da piccole e medie imprese concentrate su brevi cicli produttivi di un numero di prodotti ristretto.

Questa una prima definizione di quello che penso possa essere un distretto tecnologico nella realtà italiana.

La mia attenzione si concentra all’area compresa fra Torino e Ivrea, sedi storiche di due colossi dell’industria italiana: la FIAT e la Olivetti. Di questa non rimane più tanto, oltre alla storia. Le attività rimanenti sono passate a Tronchetti Provera nel 2001. La produzione di PC fu ceduta alla Piedmont computer (Gottesmann) nel 1997, che passò poi di mano fino a che la produzione nello stabilimento di Scarmagno è cessata del tutto ed i lavoratori mandati a spasso.

Alcuni tecnici e dirigenti Olivetti sono presumibilmente andati a costituire piccole imprese del medesimo campo o ad aggregarsi a quelle esistenti.

Questo passaggio dal dominio della grande industria alla rete di piccole e medie imprese ed il conseguente afflusso di capitale umano dal primo modello al secondo è un fenomeno interessante.

Fuori dal Canavese, Alenia Spazio, che contribuisce con diversi elementi (ad es. i MPLM, l’ATV, i nodi 2 e 3, il laboratorio Columbus) alla costruzione della Stazione Spaziale Internazionale, è un caso estremamente interessante di industria ad alta tecnologia.

La domanda che mi pongo è: crollata l’Olivetti, con la FIAT in crisi, potranno le piccole e medie imprese insieme ai resti delle grandi imprese realizzare concretamente, su basi paritarie, un ambiente di cooperazione scientifico, tecnologico e culturale per risollevare le sorti di questo territorio?

Vanno operate velocemente le giuste scelte, e le pubbliche istituzioni vi devono contribuire, investendo, fra le altre cose, nella formazione superiore (università e politecnici) pubblica.

Posted by echo on Ago 19th 2005 | Filed in approfondimento | Comments Off

Matrix Revolutions

Anni dopo la visione al cinema del terribile Matrix Reloaded, quello del continua…, inciampo nel VHS dell’ultimo episodio della saga fanta-fu dei fratelli Wachowski. Un salto indietro nel tempo nel cupo futuro cyberpunk.
Il superrave è finito a Zion: scarsità di mescalina nel planctonpiù oppure si sono accorti che arrivano i robot brutti con le pistole?
Il cattivo si risveglia dall’incocludente secondo episodio non ricordando nulla. Per conto mio non ricordo il ruolo degli stravaganti abitanti di Zion, che a un certo punto sembrano essere tutti afroamericani. La cosa ha un che di sospetto o sono io che sono ipersensibile all’omogeneità etnica? O forse è solo una trovata per dare ancor di più quell’atmosfera da ghetto cadente alla città degli umani? In qualsiasi modo la si guardi, una trovata infelice.
Per rallegrare la fazenda, Morpheus, quando tutto va a rotoli, emette considerazioni su quanto lui confidi nell’Eletto, ed il suo ruolo nel terzo episodio non è più di questo.
L’oracolo intanto ha cambiato pelle, in modo da rovinare la rimanente continuità del personaggio.
Il tutto con effetti speciali spettacolari, per il tempo. Perché le pellicole di ambientazioni futuristiche scadono in fretta quanto la tecnologia impiegata, e la visione del terzo episodio di Guerre Stellari in mezzo non può che aumentare il divario.
Per i film da botteghino come i tre Matrix, questo è ancora più vero. Finito il periodo del bombardamento marketing mediatico, si esaurisce anche la freschezza del film. E diventa subito vecchio.

Posted by echo on Ago 8th 2005 | Filed in film | Comments Off