Racconti e poesie con wiki
Qualche tempo fa ho messo sullo spazio wiki alcune poesie complete, piccoli racconti finiti e in corso. Chi vuole puº seguire i link e commentare.
Qualche tempo fa ho messo sullo spazio wiki alcune poesie complete, piccoli racconti finiti e in corso. Chi vuole puº seguire i link e commentare.
Potrei replicare il collages che approntai canzonando la Grosse Koalition tedesca. A quanto sembra avremo la camera al centrosinistra, il senato al centrodestra. La parola “governabilità ” sparisce dal nostro dizionario politico, grazie anche alla nuova legge elettorale. Anche se mi sento più proporzionalista che maggioritario, dato che il proporzionalismo è cultura comune nell’Europa continentale, direi che gli effetti di questa specie di ibrido (poiché si rimane in un’ottica di maggioritario applicando però il proporzionale) sono stati disastrosi, sempre che l’intenzione del legislatore fosse permettere maggiore governabilità e maggioranze coese.
Staremo a vedere. Una serie di riforme importanti saranno però molto più difficili da fare ora più di prima: sempre che non si trovi un accordo trasversale fra i partiti principali delle due coalizioni che fino a ieri si sono gettati veleno addosso.
Durante la maratona elettorale su La7 è andato in onda una sorta di blob che profilava l’orrorifico pareggio, con tanto di scena alla notte dei morti viventi. Lasciatemi sperare in qualcosa di meglio di un governo-zombie. Perché non vorrei ritrovarmi fra qualche mese a dover intitolare un post Don’t Cry for Me Argentina.
Scegliere l’argomento per la tesi è una grana. Ho scelto di tentare di trattare la wikipedia italiana, vedrò cosa ne saprò tirare fuori.
Se dovessi invece descrivere in due punti un altro argomento interessante direi:
Parlo delle fusioni e delle parte a livello internazionale, delle attività differenziate di aziende come la SONY, di imperi come la News corp. di Murdoch, non certo dei casi domestici alquanto ridicoli, sebbene significativi, in paragone.
Le grandi narrazioni del mondo saranno morenti, ma ho la netta impressione che il mercato culturale ne abbia forgiate di nuove, funzionali ad esso, forse depotenziate piccole narrazioni del mondo spalmate però su più mercati e più media. Che cosa dire di un fenomeno come quello di Star Wars, resuscitato nei tre episodi dei prequel ma sempre tenuto in vita da giocattoli, costumi, videogiochi. Oppure dei cartoni che non fanno in tempo ad essere messi in onda che hanno già i relativi gadgets sugli scaffali degli ipermercati, insieme piazze e cattedrali della nostra epoca. Ma non sempre la TV apre la strada, ed ecco il libro: dal passato (Il Signore degli Anelli), dal presente (Harry Potter).
Le grandi narrazioni attaccano in un ultimo colpo di coda le loro immediate rivali chiamando lo scontro di civiltà , forse il loro ultimo grido di battaglia prima che le narrazioni commerciali prendano (ed in parte l’hanno già fatto) il loro posto.
Le nuove grandi narrazioni finiscono, attualmente, per essere sfruttate direttamente o indirettamente da concentrazioni nel campo dei media, ed il controllo sulla narrazione passa tramite la forza delle leggi sulla proprietà intellettuale, intesa nel senso più restrittivo del termine. Ma La diffusione illegale di contenuti è accettabile fino a che si tratta di acquisire una quota dominante in un mercato che non ha i mezzi per affrontarne l’acquisto ed intanto (e soprattutto) spianare la strada con le proprie narrazioni, che si affiancheranno a quelle tradizionali sperando di inglobarle mano a mano e poi sopraffarle.
Può esistere comunione all’interno di una narrazione commerciale in un mercato basato però sul consumo individuale? Nelle conventions dei fan c’è una iniziale risposta, cioè la comunione è funzionale al consumo, ne è il motore. E la bellezza di questo sistema è che gli interessati ne sono consapevoli, conoscono ed accettano le regole del gioco.
Va da sé che una tesi su un accrocchio di idee confuse come queste sarebbe stata impraticabile, perché mette in mezzo di tutto, ed io sono particolarmente debole sul fronte filosofico per poter affrontare con una minima speranza di successo questo tema. Non ho cercato qualcosa che approfondisca maggiormente l’argomento delle narrazioni commerciali, come le ho più o meno propriamente descritte, ma credo che possano davvero ambire a sostituire una parte delle funzioni delle grandi narrazioni. Resta da vedere quali rischi, e benefici, ne seguiranno.