Alle ore 2.00 ora locale del 17 aprile 1961, uomini-rana addestrati dalla CIA posizionano sulla spiaggia di Playa Giron fanali schermati e luci di posizione: sono solo l'avanguardia di un gruppo di spedizione più massiccio.
Attingendo dalla folta schiera di esuli cubani della Florida che, dalla rivoluzione castrista, cercarono rifugio sulle coste americane, la CIA selezionò ed addestrò 1500 uomini, organizzati in una brigata. La base delle operazioni il Guatemala, paese satellite degli USA.
La brigata è divisa in sei battaglioni, sotto il comando di Josè Perez San Roman e del vice-comandante Ernando Oliva. La formazione dei soldati è varia: contadini, pescatori, studenti, possidenti espropriati, medici ed avvocati fra gli altri, di cui solo 135 vantano una minima preparazione militare antecedente all'operazione.
Il 10 aprile il piccolo esercito si trasferisce a Porto Cabezas, in Nicaragua, dove la dittatura di Luis Somoza concede il pieno appoggio al piano statunitense.
A bordo delle sette imbarcazioni concesse loro, la brigata lascia il 14 aprile il porto, con la benedizione del dittatore nicaraguese, salutante in banchina.
Il piano prevede lo sbarco in tre punti (Playa Giron e Playa Larga, al centro della baia, i più importanti) della Bahia de Cochinos (in it. Baia dei Porci) allo scopo di impiantare delle solide teste di ponte per raggiungere l'Avana, l'obiettivo principale. Gli strateghi ipotizzano un tangibile appoggio popolare all'impresa degli esuli, a causa al malcontento di alcune componenti del Paese alla rivoluzione, grazie al quale sarà possibile l'avanzata verso la capitale e l'insediamento del governo provvisorio. Altro componente indispensabile all'operazione è la sorpresa.