Il 18 aprile l'esercito fedele a Castro contrattacca gli invasori mentre Kennedy rifiuta l'appoggio dell'aviazione statunitense agli invasori, per evitare di compromettere ulteriormente la propria posizione.
Il 19 gli ultimi uomini della brigata di Josè Perez San Roman si disperdono, distruggendo il proprio equipaggiamento pesante: 1214 verranno catturati, imprigionati e sottoposti ad un trionfale processo di fronte alla televisione cubana.
Gli Stati Uniti meditano sul fallimento, Kennedy incassa la sconfitta. La figura di Castro ne uscirà più solida che mai mentre gli ultimi ideali democratici lasceranno spazio all'allineamento definitivo con la politica di Mosca, seppur mantenendo una sempre marcata indipendenza ideologica dal PCUS della via cubana al marxismo-leninismo.
A 200 km dalle coste della Florida, Cuba non finirà di preoccupare il gigante americano, preoccupazioni che sfocieranno quasi in guerra un anno dopo, quando i missili di Cuba rischieranno di trascinare definitivamente il mondo nell'apocalisse atomica.