3.3. L'escalation

Il 2 agosto 1964 motosiluranti della marina nordvietnamita attaccano il cacciatorpediniere Maddox, che uscirà incolume dall'unico scontro navale della guerra. Cinque giorni più tardi il Congresso americano approva la "Risoluzione per il Golfo del Tonchino", lasciando al presidente carta bianca riguardo ai metodi per respingere gli attacchi sempre più frequenti alle installazioni americane.

In risposta all'escalation nordvietnamita, il 24 febbraio 1965 parte l'operazione "Rolling Thunder", una massiccia campagna di bombardamento contro porti, aeroporti, basi militari e l'unica acciaieria del Nord Vietnam, situata a Thai Nguyen. Gli aerei decollano dal sud del Paese, dalla Thailandia, dall'isola di Guam (Oceano Pacifico) e dalle portaerei della 7ª flotta USA, dislocate nel golfo del Tonchino: gli obiettivi degli aerei sono raggruppati in sei diverse aree operative dal comando strategico.

Due battaglioni di marines americani sbarcano l'8 marzo '65 a Da Nang, nel Vietnam del Sud, a protezione della base aerea mentre a fine anno le forze USA conteranno in Vietnam 200.000 uomini. Intanto al governo di Saigon s'insedia il generale Nguyen Van Thieu (giugno '65), fedelissimo agli USA, che instaurerà un regime dittatoriale sanguinario.