Il 31 gennaio 1968 inizia l’offensiva del Tet, il giorno del capodanno lunare vietnamita.
L’operazione interessa tutto il fronte, includendo alcune importanti postazioni americane e prolungandosi fino alla fine di febbraio. Alle 2.47 del 31 gennaio un commando vietcong approfitta della confusione a Saigon seguente all’offensiva ed irrompe nell’ambasciata statunitense, dal quale cortile colpiscono ripetutamente l’edificio con razzi controcarro. Solo l’intervento di elicotteri e blindati ne consentirà l’eliminazione.
Il 16 marzo 1968 alcune truppe statunitensi uccidono un centinaio di contadini vietnamiti, inclusi donne e bambini, in quello che passerà alla storia come il massacro di My Lai, rivelato dalle autorità solamente un anno più tardi.
Sotto la pressione di un’opinione pubblica sempre più intollerante rispetto alla guerra, Johnson avvia nel maggio del ’68 i negoziati di pace a Parigi, arenatisi però tra l’intransigenza sudvietnamita e la rigidità dei comunisti di Ho Chi-Minh.