L'istituzione del 1947 del Cominform, organismo di coordinamento dei partiti comunisti nell'Est Europa, strinse ulteriormente il controllo politico sovietico sui partiti comunisti imposti in quell'area alla fine della guerra mentre nel 1949 l'occidente si coalizzava nella NATO per fronteggiare le mire dei sovietici.
In quella che stava diventando una disputa sempre più accesa, entrarono da protagoniste le armi di distruzione di massa. Dopo la bomba a fissione, nel 1953 anche l'URSS dopo gli USA aveva sviluppato la bomba termonucleare a fusione (bomba H) capace di sviluppare allora (1952) l'energia equivalente all'esplosione di sette milioni di tonnellate di tritolo (7 Megaton), 350 volte maggiore della bomba sganciata su Hiroshima.
La morte di Stalin, avvenuta nello stesso 1953, aprì una nuova e oscura fase della Guerra Fredda: agli eserciti concentrati sulla Cortina di ferro, di cui la Berlino divisa era il punto più caldo, non era più permesso alcun errore.
Non v'erano più solo gli interessi sovietici ed americani: in gioco era ormai il destino dell'intera umanità.