5.5. La politica estera

Non solo a Suez si erano manifestate tensioni fra i due blocchi: la nuova politica della "coesistenza competitiva" voluta da Chruščëv richiedeva una situazione internazionale meno incandescente. Chruščëv favorì così la conclusione della Guerra di Corea e rinunciò alle rivendicazioni in Turchia (maggio '53) appartenenti oramai ad una politica obsoleta, inadatta al pericoloso confronto fra due superpotenze atomiche.

Dopo la firma del trattato di pace con l'Austria, Bulganin e Chruščëv chiudevano definitivamente l'isolamento di Tito voluto da Stalin, visitando nel maggio '55 Belgrado. Dopo il patto di Mosca del luglio '63, che prevedeva la sospensione temporanea degli esperimenti nucleari russi e americani, l'adozione di una politica più conciliante sul problema di Berlino, divisa nell'agosto 1961 dalle autorità della RDT dalla costruzione del Muro, ma soprattutto il ritiro delle testate nucleari dall'isola di Cuba (vedi Crisi dei missili) , apparve chiara la politica distensiva di Chruščëv.

La rottura nel dicembre 1961 delle relazioni diplomatiche con l'Albania comunista, giudicata nel XXII Congresso del PCUS avversa ai principi del marxismo-leninismo e la presa di posizione in suo favore da parte della Repubblica Popolare Cinese ruppe definitivamente i legami fra russi e cinesi: la Cina, che già da tempo rivendicava la leadership nei paesi socialisti, iniziò una politica di chiusura diplomatica che si sarebbe protratta per anni mentre Mosca revocò al vecchio alleato (1960) tutti gli aiuti economici, militari e scientifico-tecnici fornitegli dal '54.