6.5. La glaciazione interna

Fu sul fronte interno che Brežnev si distinse chiaramente dal suo predecessore.

Accentrando sempre più i poteri dell'Unione Sovietica nelle sue mani, rafforzando all'inizio degli anni Settanta la sua posizione nel Politburo, arrivò nel maggio 1977 a scalzare Podgornyj ed assumerne la carica, presiedendo il Soviet Supremo. La sua linea politica si rivolse aspramente contro il dissenso, e nonostante il fisico Sacharov, padre della bomba H sovietica, poté fondare il Comitato per la difesa dei diritti dell'uomo fu perseguitato insieme allo scrittore Solzenitzyn (autore del celebre libro-denuncia Arcipelago Gulag e premio Nobel nel '74), di cui pubblicamente prese le difese, per le critiche al regime ed alla persecuzione degli intellettuali.

Accanto alla persecuzione interna, Brežnev, che pure tollerava l'autonomismo rumeno, accompagnò una dura repressione contro le tendenze riformiste della Cecoslovacchia di Dubček. Nell'agosto 1968 un'ondata d'indignazione, che non risparmiò neppure i partiti comunisti occidentali, si levò contro l'intervento militare sovietico per reprimere il "nuovo corso" del comunismo cecoslovacco, passato alla storia come Primavera di Praga.