6.6. La primavera di Praga

Nella primavera 1968 Alexander Dubček, che in gennaio era succeduto a Novotný a capo della segreteria del Partito Comunista cecoslovacco, avviò una politica di liberalizzazione della vita del Paese, che per anni era stato governato da un regime di ferro. L'intenzione di Dubček era anche quella di rendere più indipendente il proprio Paese da Mosca, che lo tratteneva nella propria area d'influenza. La nuova concezione di un socialismo democratico, dal volto umano, che stava nascendo in Cecoslovacchia rischiava di incrinare la struttura assoluta e monolitica che legava il Partito sovietico ai Paesi socialisti a lui sottomessi. Per tutta risposta, il Patto di Varsavia mobilitò le proprie truppe, che nel'agosto del 1968 stroncarono la Primavera di Praga, dimostrando l'impossibilità di cambiamento nei paesi socialisti.