Eletto segretario generale del PCUS alla morte di Cerenko (1985), Gorbačëv iniziò a farsi nemici nei comparti più conservatori della dirigenza sovietica.
Gli errori dei governi passati gli avevano lasciato in eredità un Paese sull'orlo della crisi più totale, causata da motivi di ordine economico e sociale.
Per porvi rimedio, Gorbačëv avviò dalla primavera del 1986 un vasto e radicale programma di ristrutturazione, giunto alle orecchie delle occidentali sotto forma di due parole russe, perestrojka e glasnost, che presentavano il processo di ristrutturazione economica e sociale e l'introduzione di criteri di trasparenza istituzionale con le quali Gorbačëv voleva orientare in senso più democratico l'apparato di governo sovietico.