Gli Stati Uniti risposero tardivamente. Il 1° febbraio 1958 misero in orbita il loro primo satellite artificiale, l'Explorer 1, mentre il 2 gennaio dell'anno successivo i russi portavano la sonda Luna 1, conosciuta in occidente come Lunik, a circa 5.000 km dalla Luna, ottenendo con il Luna 3 le prime fotografie della faccia nascosta della Luna il 4 ottobre 1960. Il ritardo rispetto al programma spaziale sovietico si avvertì anche nell'esplorazione umana: Gagarin precedette infatti di dieci mesi l'americano Glenn, che sulla Friendship 7, una capsula del programma Mercury, compì le prime tre orbite americane.
Le reazioni furono ben più allarmistiche in USA, e non principalmente dovute al rinnovato prestigio russo: ora i sovietici disponevano sia delle testate atomiche, sia delle capacità tecnologiche che le avrebbero permesso di recapitarle al nemico.
Gli Stati Uniti, primi nello sviluppo della bomba atomica, erano stati evidentemente superati. L'opinione pubblica chiedeva una risposta americana, e fu John Fitzgerald Kennedy a darla.