Il complesso Saturno-Apollo era costituito da tre moduli: il SM (modulo di servizio), il LM (modulo lunare) che serviva per lo sbarco sulla superficie lunare ed il CM (modulo di comando), sviluppata dalla North American Aviation, su cui i tre astronauti che poteva trasportare avrebbero effettuato le operazioni di guida e rientro a terra.
La capsula Apollo 1 sosteneva in vita l'equipaggio tramite ossigeno puro, più efficace del mix di gas che si respira sulla Terra, creando però un ambiente infiammabile all'interno della capsula: bastò una scintilla, provocata da un filo che aveva perduto la propria guaina, per scatenare l'inferno, e gli astronauti Gus Grissom, Ed White e Roger Chafee persero la vita nel tentativo di aprire il portello bloccato. Furono estratti cinque minuti dopo l'incendio, ormai carbonizzati.
Quest'incidente, come abbiamo visto, colpì molto l'opinione pubblica americana e costituì una temporanea battuta d'arresto per il programma, tanto che nessun equipaggio sarebbe salito su una Apollo per più di due anni. L'indignazione era giustificata: emersero, infatti, parecchie lacune ingegneristiche, dagli interventi di riparazione alle scelte dei materiali, mentre si scoprì che il test senza equipaggio umano era stato annullato per accelerare i tempi sempre più stretti imposti da Washington, presa nella lotta d'immagine contro l'Unione Sovietica.