9.9. Lo sbarco sulla Luna

Era il 21 luglio 1969. Un miliardo e mezzo di telespettatori seguiva in diretta l'evento. Al toccare per la prima volta la superficie della Luna, Armstrong disse: “È un piccolo passo per l'uomo, ma un gigantesco balzo per l'umanità”.

Aldrin lo seguì, piantando sulla superficie la bandiera degli Stati Uniti. I due collocarono sul nostro satellite un rilevatore di vento solare (un foglio di alluminio che ne avrebbe in sostanza raccolto i gas), un sismografo ed uno specchio che avrebbe permesso di riflettere un fascio laser dalla Terra, stabilendo la corretta distanza fra noi ed il nostro satellite. Gli astronauti conclusero poi la missione raccogliendo 32 chili di rocce e polveri lunari.

La bandiera degli USA, retta da un telaio per l'assenza di vento, stabiliva il nuovo primato spaziale rispetto all'Unione Sovietica, sanando il divario che la colse impreparata al primo volo spaziale di Gagarin. Washington raccoglieva la vittoria, e lo stesso presidente Nixon si congratulò in diretta con gli astronauti americani.

A fornire ulteriore gloria alla missione, se pure ce ne fosse ancora bisogno, ci pensò Aldrin. Dopo aver piantato la bandiera, lesse ad alta voce l'iscrizione sulla targa apposta su uno dei supporti del velivolo.

Qui uomini del pianeta Terra per primi hanno messo piede sulla Luna
Luglio 1969 d.C.
Siamo venuti in pace per tutta l'umanità

La corsa allo spazio si concludeva con la prima vittoria americana, alla quale sarebbe seguita, vent'anni più tardi ed in tutt'altro ambito, la capitolazione del nemico sovietico.