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<article lang="it"><title>Il culto di Horak</title>

<articleinfo><author><firstname>Emanuele</firstname><surname>Zangarini</surname></author>
	<pubdate>2005</pubdate>
	<revhistory>
		<revision><revnumber>1.0</revnumber>
			<date>2005-01-04</date> 
			<authorinitials>EZ</authorinitials>
			<revremark>Initial version</revremark>
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	</revhistory>
<legalnotice><para>Copyright (c) 2005 Emanuele Zangarini.</para>
<para>Questo lavoro è rilasciato sotto la licenza <ulink url="http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.0/"><citetitle>Creative Commons: Attribuzione della paternità-NonCommerciale</citetitle></ulink>.</para></legalnotice></articleinfo>

<abstract><para>Racconto breve.</para></abstract>
<section><title>La Guida</title>
<para>Horak guidava seicentocinquanta miliardi di persone. Tutti seicentocinquanta gli obbedivano inondizionatamente. Nessuna domanda, nessun controllo, nessun ente preposto a gestire l'enorme organismo di carne e macchine che era la Specie.</para>
<para>Era un dato di natura: l'essere umano non poteva pensare, l'umanità non poteva guidare se stessa. L'umanità non aveva un volto. Horak l'aveva. L'umanità non aveva un corpo. Horak l'aveva. L'umanità non era che un'entità astratta, Horak non lo era.</para>
<para>La gente obbediva (o, in rari casi, disobbediva) per quello che Horak era, non per quello che faceva. Chi amava Horak amava la Specie, chi lo odiava ne era nemico.</para>
<para>Horak comandava, nessuno lo metteva in dubbio.</para>
<para>Horak aveva sempre ragione, chi lo negava?</para>
<para><quote>Forse Horak s'è dimenticato di noi -disse una ragazzina una volta- non è possibile che ci lasci morire come topi. Horak è un sadico bastardo.</quote>La sua testolina, ornata da un grazioso  fermacapelli di moda ventisei anni prima, gocciolava ancora sangue artificiale, che un solerte Zelota innaffiava ogni mattina, prima di colazione, come monito per gli stolidi.</para>
</section>
<section><title>Lo strano sonno</title>
<para>La Specie stava morendo. Si registravano suicidi in massa<!--: quattromila? al giorno, più o meno-->. Ma i Deboli c'erano sempre stati.</para>
<para>Si contavano le vittime delle battaglie di una guerra a puntate lunga ormai quattro secoli. Ma questo ormai era lavoro per i processori statistici.</para>
<para>C'era qualcos'altro. La gente, più o meno da un secolo, si addormentava e non si svegliava più. La percentuale del fenomeno era in lento ma inesorabile aumento. Dormivano un sonno senza sogno, una sorta di strano letargo, senza doversi cibare di nulla. In effetti, si capì dopo, si estraniavano dal sogno di Horak. Vivevano una vita senza Horak, senza guida. Erano liberi, liberi perfino di non odiare Horak; liberi al punto da non conoscere Horak. Almeno non più.</para>
<para>Quando i primi rapporti giunsero ad Horak (ma questa è un'approssimazione, poiché ovviamente Horak sapeva qualitativamente quello che i processori statistici gli dicevano quantitativamente), ordinò di svegliare i dormienti. Ma questi non si svegliavano. Anzi, più passava il tempo, più perdevano la materia che li componeva.</para>
<para>Si decise allora di innestargli del tessuto neurale artificiale per ovviare allo strano letargo. Il tessuto era veicolato da una sorta di retrovirus, inoculato inizialmente tutta la popolazione, ma in seguito diffuso naturalmente dalla massa critica già trattata.</para>
<para>Quando questi si addormentavano, il meccanismo generato dal retrovirus entrava in funzione e recuperava il ricordo di Horak e le sue direttive. Il metodo si rivelò efficace al punto che lo stato di letargo durava solo qualche microsecondo, prima che il tessuto artificiale prendesse il controllo.</para>
</section>
<section><title>L'epilogo</title>
<para>Ma da allora, strane sequenze di fatti si susseguirono. Dove erano più concentrati i risvegliati, si iniziarono a diffondere strane malattie. I loro corpi emanavano odori terrificanti. Si raccontavano storie raccapriccianti su di loro.</para>
<para>Se sentivano il nome di Horak pronunciato male, o a sproposito, pare che sottoponessero da vivi i trasgressori al metodo degli Zeloti. Più passava il tempo, e più cresceva il loro numero, più aumentavano le esecuzioni e più si consideravano trasgressioni atti sempre più futili.</para>
<para>Finché i risvegliati non si misero ad attaccare gli Zeloti, ritenuti poco zelanti e traditori di Horak.</para>
<para>Tutti i più fervidi seguaci ed esecutori di Horak vennero trucidati ed Horak, quando la carneficina era in atto, ordinò di sospendere tutte le condanne, sia quelle emesse dagli Zeloti sia quelli emessi dai risvegliati, a cui era stato garantito, all'inizio della loro ascesa, uno status pari al loro.</para>
<para>Ma i risvegliati non riconobbero nell'atto Horak e giunsero alla conclusione che Horak fosse stato tradito, e che un traditore avesse preso il suo posto. Decisero quindi di uccidere chi si spacciava per Horak.</para>
<para>Allora si capì quello che il tessuto artificale aveva fatto. I risvegliati consideravano Horak per quello che era, ma per loro 'quello che era' era quello che egli aveva fatto al momento dell'inscrittura delle direttive nel primo retrovirus. Non potevano fare altrimenti, essendo macchine procedurali. L'amnistia o la pietà non erano riconosciute ad Horak ed egli aveva negato se stesso mostrando tali tratti.</para>
<para>Quando una divisione di risvegliati entrò nel suo palazzo, egli rimase impietrito di fronte a quei corpi decaduti che gli si facevano incontro. Appena prima che potessero toccarlo, Horak cadde in un lungo letargo. Un sonno senza sogno, poichè il suo sogno era finito.</para>
</section>
<!--
[il mondo di Horak è dunque il mondo che Horak ha sognato; quando si addormenta, egli si sveglia nel mondo reale...se può essere considerato tale]
[i risvegliati sono non-morti. In realtà sono risvegliati in due sensi: si sono risvegliati dal sogno di Horak ma sono anche richiamati a forza nel mondo di Horak, portandosi però il metodo razionale del mondo 'reale' (non-sogno) ed applicandolo per un fine irrazionale (sogno). Questo essere fra due mondi, li fa sovvertire Horak]
-->
</article>

